Shandon Reunion Tour (+ Notimefor + About Wayne) @ Nautilus 03-03-12

Di Michela Rognoni

Sinceramente…cosa questionate a fare sul fatto che “le reunion vanno di moda” quando la reunion di cui si parla è quella degli Shandon?

Tornate adolescenti e andate ad almeno una data!

Da qui alla fine del live report tenete conto che io, la sera del 3 marzo 2012 – ultima data del tour, in una location storica come il Nautilus – sono tornata ad avere 14 anni, mentre gli Shandon si sentivano 17enni, peccato che nel 1994 io avessi 3 anni quindi lasciamo perdere tutto questo discorso ed iniziamo a parlare degli About Wayne, da Roma, che hanno dato inizio alle danze.

Vi avevo già parlato di loro una volta, riguardo al live di Cesena coi Panic! At The Disco, e mi avevano dato l’impressione di sentirsi già delle rock star arrivate. Questa volta cambia tutto. Con i piedi ben appoggiati per terra usano più che bene il tempo a loro disposizione, suonando pezzi orecchiabili e ben strutturati. Non avendo approfondito la loro conoscenza, l’unico pezzo che ho riconosciuto, ancora una volta, è stato la cover di “Eleanor Rigby”: ben fatta, ma sicuramente il pezzo meno interessante visto che questi ragazzi hanno davvero molto da dire.

Gli About Wayne sono:
Giampaolo Speziale (Voce)
Jacopo Antonini (Chitarra)
Daniele Giuili (Chitarra)
Francesco Maras (Batteria)
Giovanni De Sanctis (Basso)

Facebook: https://www.facebook.com/AboutWayne

Dopo di loro, i milanesi Notimefor – di cui abbiamo parlato meno di una settimana fa – portano sul palco il loro easycore melodico e genuino iniziando da “High Five”, pezzo contenuto nel loro ultimo EP “Happy Youth”. Vederli sul palco è sempre un piacere: per tutta la durata dell’esibizione Manuele Aka Popi (voce) ha corso e saltato sul palco – ad un certo punto sembrava aver spiccato il volo -. La batteria “camminava” spostandosi sempre più avanti pezzo dopo pezzo. 666 è decisamente il loro pezzo più memorabile, grazie anche alla partecipazione attiva del pubblico. Chiudono con la super-catchy “Cut Off The Movie”, dal loro album d’esordio, il singolo che ha assicurato loro quel poco di successo che hanno e che merita di aumentare.

I Notimefor sono:
Manuele “Popi” Povolo (Voce)
Marco “Pizzo” Rizzo (Chitarra)
James Payne – detto anche Giacomo Dolore – (Batteria)
Alvin Mojetta (Basso e voce)
Lorenzo Fortunati (Chitarra live)Facebook: https://www.facebook.com/notimefor

Dopo queste due sorprendenti esibizioni ecco apparire sul palco, nei loro kilt all’ultima moda, gli Shandon. Aprono con “Time” dal loro ex-ultimo album “Sixtynine” datato 2003 – e io non posso fare a meno di fangirlare un sacco visto che li ho conosciuti proprio con quell’album (sono troppo giovine, che vi devo dire…) e non avevo mai avuto l’opportunità di sentirli live -. Suonano qualcosa come sette pezzi tra vecchi e nuovi tutti d’un fiato, carichissimi, saltando e muovendosi per tutto il palco. Poi si fermano qualche secondo per chiedere scusa ai fans per la paccata colossale del mese prima (un mese esatto eh!) causa neve e dedicano loro “Heaven In Hell”. Si fermano ancora, questa volta per accordare le chitarre e parlare del libro di Max (trombone), “Sublime, Misteri e Deliri in California” che “non è un saggio teoretico sulle teorie”, e del fatto che se sei un musicista sei un coglione ma se sei uno scrittore allora sei un vero intellettuale. Ripartono con una serie di pezzi tratti per lo più da “Fetish” come “Egostasi”  e “Ruvida” per poi dedicare all’amico Ixis (spero non abbia bisogno di presentazioni) la romantica “Oceans”.

La line up per questo tour vede sul palco Olly, Andrea, Marco, Max, Teo e Iasko ma invitano sul palco i former members Fabio, alla chitarra, e Morfo, alla batteria, per suonare “My Sun” e Taxy Driver” tratti dal loro primo album “Skamobile”.

Quando la line up torna alla normalità Olly dice la sua perla di saggezza: sostiene di aver iniziato a truccarsi perché è il modo più ovvio per capire se si è omosessuali: se qualcuno ti vede truccato e ti da del ricchione e tu ti offendi allora non lo sei. Qualcuno a questo punto gli da dell’emo e lui risponde suonando “November” – il fatto che abbia come titolo il nome di un mese in inglese lo rende ovviamente un pezzo emo -.

Poi io divento mega-contenta perché suonano tre dei miei pezzi preferiti uno in fila all’altro: “noir”, “legacy” e “deep” – ma questo non interessava a nessuno-.

E’ il momento di ringraziare i fans, che non sono fans perché la parola fans non ci piace, siamo tutti amici qui ed è il momento acustico di “My Friends”.
Chiamano Iccio, il fonico, sul palco per una gara di acuti senza eguali. Iccio tornerà alla sua postazione scegliendo la via del crowd surfing. Un altro po’ di canzoni ben selezionate tra le più esaltanti, Andrea che salta qua e là come un pazzo, un’anticipazione di saluti e baci e poi l’encore con uscita dal palco che ormai fanno tutti perché a tutti piace sentirsi desiderati e poi tornare e regalarci qualche altro pezzo e chiudere con il classico wall of death sulle note di Janet e con un piccolo salto a sinistra si smette di essere adolescenti e si ritorna alla vecchiaia della vita reale.

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