Lovely lads from Birmingham – D.I.Y.(F).S. by Strangle Kojak

Di Michela Rognoni

Spulciare tra gli interessi dei propri amici di facebook è un metodo più efficace per trovare nuova musica da ascoltare rispetto al “guardare la TV”.
Soprattutto se hai degli amici che vivono a Birmingham.
Una delle band che ho trovato utilizzando questo metodo, e di cui vi voglio parlare oggi, si chiama Strangle Kojak.

Sono ragazzi molto giovani ed è evidente che durante la loro adolescenza abbiano ascoltato un sacco di musica, lo dimostrano sapendo prendere il meglio da ogni tendenza musicale passata sulla scena alternative dal 2005  ad oggi e creando un sound personale e tutt’altro che scontato.

Il loro ultimo album si chiama D.I.Y.(F).S. ed è scaricabile gratuitamente (da un link che troverete sul loro sito ufficiale che è linkato nella loro pagina di facebook ).

Nemmeno il tempo di premere “play” e “Fuzzy Stuff” apre un varco ultradimensionale che ti catapulta in una ballroom d’avanguardia e in cui sei mitragliato da luci laser coloratissime mentre il tuo battito cardiaco segue il ritmo dettato dalla batteria al minuto 2.35 pensi di essere salvo invece il pezzo riparte con suoni elettronici finché non sfuma nelle parole  di “Careless”  scandite da pesanti respiri. Un giro di basso ti rincorre in modo inquietante per tutta la durata del pezzo e le parole “you find me sarcastic you don’t find me funny” colpiranno la tua attenzione fino a quando non alzerai anche tu le mani in aria per batterle a tempo gridando “I couldn’t care, I couldn’t care less”.
”Aways I Go” inizia come un pezzo melodico ed effettivamente rimane il pezzo più melodico del disco. Ricorda un po’ quei pezzi emocore che ascoltavamo nel 2006…questo fino al minuto 2.50 con un’intermission un quasi nintendocore. Il pezzo sembra finire in dissolvenza invece non è vero.

“Hum Me The Melody” parte con la sovrapposizione di due voci che dicono le stesse cose. E la voce resta la componente più importante in questo pezzo più che in tutti gli altri. Nella nostra ballroom-dimension diciamo che questi 3 minuti sono il momento adatto per andarsi a prendere un cocktail fluorescente. Un sorso e poi ci si ributta subito in pista con “I used to go out with her”. Sono una persona prevedibilissima quindi ovviamente questo è il mio pezzo preferito essendo il più pop punk del disco. Ovviamente non stiamo parlando del pop punk degli anni ’00 tipo Mest o New Found Glory. Parliamo di un pop-punk avanguardizzato in pieno stile Strangle Kojak, perché nonostante siano un gruppo emergente che non è mai uscito dal Regno Unito, probabilmente questi ragazzi hanno più personalità di tutte le garage band che abbiate mai sentito in vita vostra.
”She’s Too Good For You” parte con un potente riff di chitarra ripetuto, seguito dalle solite mille voci sovrapposte a tratti un po’ urlate/parlate stile coro da stadio. Questo è il momento adatto per fingere di andare in bagno per farsi notare il più possibile da quella persona da ballroom che avete notato. E’ anche una canzone pre-omicidio per i serial polizieschi, viste le sonorità vagamente più metal e la frase “And I will take your breath away if you just let me”., ma siccome non  è questo lo scenario che ho deciso di creare lasciate perdere quest’ultima considerazione.
”Band Of Brothers” è il classico lento su cui limonare duro con tanto di chitarra acustica. Questo pezzo nella nostra serata in discoteca serve per smaltire la sbornia sdraiati sui divanetti con le gambe distese sopra al tavolino. Verso i 2 minuti c’è un gioco di voci spettacolare, il pezzo è cantato quasi a cappella fino ad esplodere in un finale elettrico che si dissolve nelle parole “that I found a band of brothers” pronunciate come se fossero un sospiro di sollievo.

La serata diventa hard-core con  “Too Late To Say I’m Sorry” che ricorda sia i Set Your Goals che gli You Me At Six. Questo pezzo è la tipica apologia, parla di cuori infranti, di perdono negato ma che non scade nel banale, visto che gli Strangle Kojak non conoscono questa parola.

Ancora un pezzo prima di chiudere “Today”, pezzo di taglio emocore portato alla modernità dagli elementi elettronici. I coretti “wo oh oh” danno un po’ fastidio perché la “h” muta viene fastidiosamente pronunciata. E questo è l’unico difetto dell’album. E’ comunque il momento di portare il bicchiere di plastica vuoto al cielo e intonare questo sing along. Muovendosi lentamente in prossimità dell’uscita. Fermandosi al guardaroba per recuperare il proprio cappotto. Ed infine uscire dal locale ed arrancare fino alla propria automobile parcheggiata.

La loro pagina su facebook cita:”We love you like no other band loves there fans, like hot chocolate loves whipped cream and you will find this by just dropping us a chat!”. Quindi non esitate a visitarla: https://www.facebook.com/StrangleKojak

Gli Strangle Kojak sono:

Omar Elkaseh – Voce/Chitarra
Ashley Neal – Chitarra/Voce
Max Such – Batteria
Sam Jones – Basso/Voce

Ed hanno appena vinto un contest che gli permetterà di partecipare alla Red Bull Bedroom Jam 2012.

PS: Questa recensione è stata scritta in modalità discoteca per smentire un dj che sostiene che gli Strangle Kojak siano “troppo soft” per la sua playlist.

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