Ciao bello, fatti i cazzi tuoi (Cit.) – Zebrahead @ Rock ‘n’ Roll Arena Romagnano Sesia 13-11-11

Di Michela Rognoni e Chiara Cislaghi scritta con la tecnica dello stream of consciousness

Sfidando degli imprevisti, tipo l’apocalisse zombie, preannunciati dal papà della Chiara, riusciamo ad arrivare sane e salve a Romagnano Sesia e mangiamo una focaccia da 2 euri al circolo dei vecchi.

Dopo aver odiato la gente che va in California un mese, pensiamo: “oddio, ma noi non abbiamo il biglietto, cosa dobbiamo fare?”. All’apertura dei cancelli della Rock ‘n’ Roll Arena si scopre che nessuno in effetti aveva il biglietto per cui fottesega.

Ci posizioniamo immediatamente ai piedi del palco – ovviamente le transenne non esistono – per poter appoggiare le borse (che alla fine non si potevano appoggiare). Davanti a noi la scaletta degli A place in the sun che loro non sapevano di avere.

Ovviamente ve lo stiamo dicendo perché sono loro a dare inizio alla festaaaa con Every Step e la nuova formazione che prevede David al basso e Luca alla batteria. Suonano un paio di pezzi nuovi tipo “New” e un paio di pezzi vecchi tipo “Happy” e niente di più visto che gli viene tagliata la già cortissima setlist  (non permettendoci così di sentire “The One She’s After”).

In ogni caso la loro performance è stata convincente. Cosìììììììì ’05 (cit.).

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/aplaceinthesunrock?sk=info

Dopo di loro, a calcare il palco sono i Last Day Before Holiday di cui purtroppo non sappiamo nessun titolo ma ci hanno colpite positivamente e abbiamo deciso che presenzieremo ad un altro loro live e scriveremo una recensione più professionale.
Da notare la fantastica presenza scenica del chitarrista che avrà tipo percorso 16 kilometri girando su sé stesso.

E’ importante anche il fatto che Greg, durante queste due esibizioni , ci creepava.

Pagina Facebook (che forse anche noi dovremmo visitare): https://www.facebook.com/pages/Last-Day-Before-Holiday/44032022316

Il cambio palco per gli zebrahead è infinito (e nessuno vuole darci dell’acqua) ma divertente visto che cominciano ad apparire sul palco strani oggetti tipo palme gonfiabili e chioschi di paglia. Tutto questo acquista più senso leggendo “Greetings from Zebrahead” sul “mega-cartellone-scenario-whatever”.

I leggendari Zebrahead salgono sul palco addobbati  con camicie e collane hawaiiane e partono subito sprigionando un’incredibile energia con “Blackout”, dal loro ultimo disco “Get Nice!”, proseguono poi con molti dei loro pezzi forti tra cui ricordiamo “Ricky Bobby” – primo singolo estratto dall’album – ed anche canzoni più datate come “Hello Tomorrow” e “Rescue Me” .

Ad un certo punto chiamano una ragazza e un ragazzo e li fanno accomodare sul palco, a fianco al “bar sulla spiaggia” di Marc Kantor (Patent Pending, che ha anche fatto crowd surfing su un canotto uccidendo metà pubblico) con delle noci di cocco come reggiseno ed hanno assistito al resto del concerto da quella posizione.

Tra le canzoni da ricordare spicca un divertentissimo medley di Panty Raid – e chi tra il pubblico cantava meglio si sarebbe beccato un blow job sempre da Marc Kantor -. Questo medley conteneva Girlfriend, Oops I Did It Again e Wannabe. Inutile dire che il blow job è stato vinto dall’intero pubblico.

La serata procede con altre fantastiche hit come “Mental Health” – da Phoenix che è l’album più bello del mondo ed io ovviamente ho comprato 5 minuti dopo il concerto a poco prezzo solo ed esclusivamente per farmelo autografare – , “She Don’t Wanna Rock” (che ha un titolo sgrammaticatissimo ma la chiamavano licenza poetica) fino ad arrivare alla speciale Italian.-edition dell’evergreen “playmate  of The Year” scandita dal coretto”woo FIGA!”   e a noi, essendo donne, sembrava un po’ bruttino inneggiare alla patata e allora facevamo finta di niente e ce ne stavamo lì “zebraheading” finché Matty non ci ha riprese e guardate *malissimo* finché non abbiamo alzato le mani a forma di triangolo – hipster -.

Il momento più da pisciarsi addosso dal ridere è stato l’encore – quel pezzo in cui le band escono facendo finta che fosse l’ultimo pezzo ed invece no – : Gente dal pubblico chiede a Greg se quello fosse davvero l’ultimo pezzo e lui ha fatto no col dito, poi Ali ha annunciato: “questo doveva essere  l’encore però siamo troppo pigri per uscire dal palco e rientrare per cui questo non era veramente l’ultimo pezzo, ne faremo altri.” Yeeeeee!

E suonano le loro canzoni più party come “Get Nice!”, “Falling Apart” incitando la gente a fare crowd surfing scatenando le ire di Marcone (gente della security) e “Anthem” che forse era l’ultima canzone (o forse no).

Ali e Matty restano sul palco per anni ed anni a firmare autografi e scattare foto con tutto il pubblico e noi, come già detto, ne approfittiamo.

Poi decidiamo di restare fuori a creepare la band e, non per menarcela, ma siamo salite sul tourbus, dove ci siamo intrattenute parlando al telefono con tal Joey (?) , con aneddoti sul vomito e bevendo la birra offertaci da Ali.
Thanks for coming, ciao bella.

Thank you too.

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3 pensieri riguardo “Ciao bello, fatti i cazzi tuoi (Cit.) – Zebrahead @ Rock ‘n’ Roll Arena Romagnano Sesia 13-11-11”

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