Sono Matty Lewis: il mio nuovo hairstyle non piace a tutti, ma il nuovo album della mia band dovrebbe. – Get Nice! by Zebrahead

 Di Michela Rognoni

In mezzo ai vari Seth Cohen e Marissa Cooper, ad Orange County, di tanto in tanto appaiono degli elementi particolari tipo gli Zebrahead che, attivi dal 1996, decidono quest estate di portare un po’ di sole anche nel resto del mondo, lanciando il loro nono lavoro in studio, Get Nice!

Quello che ha sempre caratterizzato la band è il loro genere eclettico che pesca quel che serve dal pop punk, dal rap, da qualche genere che finisce con core e una spruzzatina di funk.

In questo album non si smentiscono, dopotutto è proprio questo che ha permesso loro di cavalcare le onde per quasi quindici anni, ma di certo non mancano le sorprese: infatti buona parte del disco presenta delle melodie un po’ più aggressive e pesanti rispetto al solito.
Non vi preoccupate, restano uno dei gruppi più Party sulla scena!

 Inseriamo il disco nello stereo.

Aspettiamo pochi secondi e parte “Blackout” con un’intro effetto mono che però ci mette molto poco ad esplodere nelle casse. Questa è una delle tracce aggressive, meno voglia di ballare e più impulsi di sfasciare il mondo. Di certo l’energia non manca, è un imput favoloso.

Nothing To Lose” invece è un ritorno ai vecchi Zebrahead. Questo pezzo fa tirare un sospiro di sollievo a quei fans che non amano i cambiamenti. Dopo il secondo ascolto non riuscirete mai più a levarvi il ritornello dalla testa. Il rap di Ali domina la scena.

She Don’t Wanna Rock” segue su questa scia. All’inizio ricorda un po’ i Beastie Boys, o la colonna sonora di un teen movie della Disney in cui qualche giovincello nerd sorprende tutti con passi di break dance durante il ballo della scuola e la reginetta alla fine scappa con lui. Le parole “she said I can’t bang my head” bastano a farti muovere veramente la testa.

Ricky Bobby” è il primo singolo estratto. Ed è estremamente (melodic) qualsiasicosaCORE. Ancora voglia di spaccare il mondo durante le strofe, alternata a voglia di ballare nel ritornello. C’è anche un assolo, probabilmente la cosa che più si avvicina ad un virtuosimo che possa essere tollerata in questo genere musicale. Quello che domina qui è la nuova capigliatura di Matty (scusate, morivo dalla voglia di scriverlo).

Get Nice!” è IL summer anthem 2011. non ci sono altre parole per descriverlo.”We can prove them wrong if you throw your hands up”. L’atmosfera da pool party, l’allegria, gli hey hey hey, ti fanno sentire sulla pelle il sole della California , ti spediscono sulla spiaggia con un cocktail alla frutta in mano, ti fanno sentire il sale nei capelli. Per questo “summer anthem” è l’unica descrizione che posso darvi. Perché con la testa sono in California e non davanti ad un computer.

Segue “The Joke’s On You”. Da questa traccia in poi l’album è ufficialmente “più pesante”. La voce di Ali sta sempre dominando la scena, ma il potente riff nel sottofondo gli da del filo da torcere. Pseudo-virtuosismi anche qui. Questi ragazzi sanno quello che fanno.

Nudist Priest” comincia con una sirena che si trasforma in uoooooh, il ritmo incalzante, quasi ska, lascia poi spazio ad un sound più melodic hardcore che lascia poi spazio ad un ritornello superorecchiabile che si conclude ancora in un uooooo. Questa è circa la struttura della canzone, eccetto per il bridge che secondo me potrebbe funzionare come sigla per qualche serie TV per teenagers.

A me Galileo non mi è mai stato così simpatico, quindi in un certo senso mi fa piacere sapere che fosse nel torto. No, non sto vaneggiando, è solo che la prossima canzone di intitola “Galileo Was Wrong” e mantiene anch’essa il sound più duro di cui vi parlavo prima. Con la presenza di ulteriori non-virtuosismi nel ponte, questa si candida al titolo di “canzone meno orecchiabile dell’album”. (le parole pronunciate così velocemente sembrano lanciarti una sfida. Dicono “impaaaaraci, impaaaaraci. Impresa impossibile per noi italiani).

È la volta di “Truck Stops And Tail Lights”. Vi giuro che quando l’ho sentita ho pensato ad una collaborazione perché la voce all’inizio mi ricorda particolarmente gli Offspring, non so bene per quale motivo. Il pezzo poi esplode grazie al ritmo incalzante da discoteca rock. E’ il pezzo perfetto su cui esaltrarsi per cose futili, e nel bridge si può fare tantissimo air guitar. Dovrebbe essere inserito in qualche Guitar Hero.

Da “I’m Definitely Not Gonna Miss You” potreste aspettarvi una tipica, banalissima break up song. E invece… no aspettate, effettivamente è una tipica banalissima break up song. Solo che il banale degli Zebrahead non è banale. Quindi è tutto a posto. Testo semplice e di grande impatto. In effetti, quella persona di cui stanno parlando non manca nemmeno a me. Nanna nanna na na na na!

To Bored To Bleed” ha un bellissimo testo. Come per la maggior parte dell’album le lyrics sono più serie e mature – non si parla solo di party più che altro -. Non c’è molto altro da dire.

Kiss Your Ass Goodbye” sarebbe degna di nota anche solo per il titolo. È qualcosa che non mi aspettavo. Credo che sia la cosa più vicina ad una ballad che gli Zebrahead potrebbero mai fare.. E non è per niente una ballad! Resterete sorpresi probabilmente.

L’inizio di “This is Gonna Hurt You Way More Than It’s Gonna Hurt Me” va cantato a squarciagola da sbronzi. Farebbe un effetto bellissimo. Per il resto è perfetta come inno di fine estate, un po’ malinconica ma sempre ricca di energia e voglia di vivere. Perfetto stile Zebrahead, è vietato non divertirsi (anche quando si è tristi).

Demon Days” è il pezzo di chiusura. E si chiude in grande stile direi! Si tratta sempre di un pezzo forte e orecchiabile. Molto anni 90 anche oserei dire (forse sono io che sono in vena ma anche questo mi ricorda gli offspring).
Dopo aver sentito questo pezzo di spegnere lo stereo non se ne parla proprio. Rimettete il CD da capo o se proprio volete cambiare, mettete Phoenix!

GLI ZEBRAHEAD SARANNO IN CONCERTO PER L’UNICA DATA ITALIANA IL 13 NOVEMBRE 2011 ALLA ROCK ‘N ROLL ARENA DI ROMAGNANO SESIA.

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